Immersione Riva del Garda aprile 2009

Riva del Garda 26 Aprile 2009 – L’immersione di oggi è un’immersione finalizzata alla realizzazione di materiale video/fotografico su alcuni reperti ritrovati in un’immersione precedentemente svolta. Possiamo benissimo dire che l’immersione sia iniziata qualche giorno prima, quando in sede abbiamo preparato le miscele per poter scendere. Per me fare le miscele è una cosa nuova, quindi seguo passo per passo ciò che Nicola fa e cerca di insegnarmi. Li sul tavolino all’interno del container adibito alle ricariche, abbiamo di tutto computer con programmi per la miscelazione, calcolatrici, fogli in bianco e penne. Sembriamo dei piccoli chimici li a mettere in pratica formule per ricavare i giusti “numeri” perché, con il gas che abbiamo nei bomboloni, non riusciamo a correggere le miscele all’interno delle nostre bombole per travaso, quindi si opta per immettere un pò di Ossigeno e andar su, a 220 bar, con un Heliair. Il nostro obbiettivo era di raggiungere una mix composta dal 15% di Ossigeno e il 55% di Elio, da una miscela composta dal 16% di O2 (ossigeno) e 50% di  He(Elio). Il risultato è stato sorprendete! Abbiamo ottenuto una 15/56 OTTIMO direi.!!!

Durante la settimana ognuno di noi ha impiegato del tempo per metter giù un piano di immersione, calcolando consumi in base al tempo di fondo, tappe deco ed eventuali piani di emergenza. L’immersione che andremo a svolgere non è un’immersione particolarmente impegnativa ma parliamo sempre di 20 minuti ad una profondità di 70 metri nelle acque del Lago di Garda.

Io per tutta settimana sono rimasto in contatto con un ospite d’onore Cristina Freghieri, nota scrittrice di libri dedicati alla subacquea e delle più importanti testate giornalistiche dedicate al mondo sommerso. La settimana corre in fretta e la voglia di ritornare li, in quel punto di immersione, è tanta.

La sera prima preparo con calma e precisione tutta l’attrezzatura necessaria, bibo da 12+12, S80 con il NITROX50 e la 7 litri con ossigeno puro.

La telecamera i faretti e la custodia sono pronte, sembra funzionare tutto e fra me e me dico “non vedo l’ora che venga domani!”.

L’appuntamento è fissato alle ore 10.00 presso il Porto San Nicolò di Riva del Garda. Arrivati sul posto troviamo già il buon Nicola che fa avanti ed indietro per avvicinare, al punto di ingresso in acqua , tutto l’occorrente. Ecco che subito dopo noi arriva Cristina. Per lei è la prima volta, qui a Riva del Garda, quindi ci avviciniamo e facciamo un piccolo briefing dedicato al posto di immersione. Fatto questo iniziamo il Briefing relativo all’immersione. Dopo aver confrontato i vari piani decompressivi essersi messi d’accordo sui vari piani di emergenza sia io che Cristina iniziamo ad avvicinare la nostra attrezzatura, purtroppo durante il briefing Cristina ci dice che non ha con se la macchina fotografica perché ha avuto dei problemi con la pulsantiera, quindi il compito di documentare il tutto sarà mio.

Avvicinata l’attrezzatura Cristina ci comunica che purtroppo non si sente tanto bene ed è reduce da una settimana di antibiotici quindi, da buon subacquea Tecnica e Responsabile decide di abortire.

Rimaniamo solo io e Nicola. L’immersione la conosciamo già. Fatte un po’ di foto in fase di preparazione siamo pronti a scendere in acqua!

Inizia la sistemazione delle stage, la telecamera è ben salda al mio GAV, controllo bolle rubinetteria ed ecco che arriva l’ok per scendere! Giù ! Giù! Giù!.

Ho appena messo la testa sott’acqua e già sento dentro di me quel senso di liberazione dalla vita quotidiana, sono li nel buio delle acque del Lago di Garda, accanto a me c’è Nicola con cui basta scambiare un segno di ok per capire se tutto va bene.

Seguiamo il tubo fino alla quota dei -36 e ci dirigiamo verso NORD, la visibilità è ottima non vi è sospensione, siamo intorno ai -55 metri decido di accendere la telecamera per iniziare a riprendere la parete che si trova alla nostra destra Nicola con la sua pinneggiata delicata, e l’avvicinarsi di ciò che dobbiamo documentare. Ma ecco!! la leva che accende la telecamera si è incagliata e quindi non mi è possibile accenderla. Non mi prendo di nervi perché sott’acqua ci vado per rilassarmi penso che non mancherà occasione per ripetere l’immersione e che anzi è proprio un buon motivo per ritornarci magari in compagnia di Cristina. Siamo arrivati a -70 facciamo un piccolo giro intorno ad esse, segnalo che la telecamera non va a Nicola, e lui.,.., mi manda a quel paese… ehehhe pazienza.

Trascorsi i 2 3 minuti a girovagare per capire bene le dimensioni decidiamo di proseguire la nostra immersione verso SUD, come concordato da briefing. Siamo uno accanto all’altro ogni tanto le nostre pinne si incrociano, ma è un buon segno vuol dire che siamo abbastanza vicini in modo da poter intervenire abbastanza velocemente in caso di necessità.

Proseguendo e tenendo la splendida parete alla nostra sinistra notiamo un qualcosa di strano appoggiato alla parete, ci avviciniamo pian pianino Nicola è li che tocca e cerca di capire, io lo osservo ma non capisco cosa possa essere, mi fa segno di ok e proseguiamo verso Sud. I controlli ai nostri manometri sono frequenti e tutto fila liscio. Siamo 17esimo minuto ci giriamo per tornare a “casa” al 19esimo minuto ci stacchiamo da fondo, e come diceva un vecchio subacqueo, la risalita è la parte più complessa delle nostre immersioni perché a scendere siamo tutti bravi e a risalire che qualcuno ci rimette, quindi pian pianino risaliamo di quota rispettando le tappe e le velocità di risalita. Risaliamo seguendo la parete piena di anfratti. Arriviamo allo swich, tutto è ok e qui inizia la lunga deco che mi separa dalla vita di tutti i giorni. L’acqua è sui 7 gradi ma stranamente non sento tanto freddo, neanche alle mani dove indosso guanti da 3 mm.  Tutto procede benissimo, ad ogni stop io e il mio compagno comunichiamo il tempo di deco da fare a quella determinata quota, anche se non abbiamo tante immersioni fatte insieme fra me e Nicola c’è molta sintonia e questo mi rasserena parecchio. In deco ci mettiamo un po’ a giocherellare fra persici che ci passano accanto gesti e via dicendo.

Ai ragazzi che ci aspettano in superficie, tra cui anche Fabrizio che è venuto a conoscere Cristina, avevamo detto che avremmo messo la testa fuori dall’acqua all’86esimo minuto e così è stato!.

Dopo esserci svestiti e rimesso tutto in macchina non poteva che mancare il classico pranzo a base di pesce!!!

Alla prossima

Vincenzo

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